Tre Fontane estate 2006

STRADARIO LATO EST DELLA TORRE SARACENA

STRADARIO LATO OVEST DELLA TORRE SARACENA

Notizie attuali e storiche, vetrine e galleria fotografica

Stabilimenti Balneari

Strutture ricettive e Ristorazione

Attività commerciali

 

La spiaggia di Tre Fontane e stata inserita nella "Guida Blu 2004" redatta da Legambiente e dal Touring Club Italiano. Pertanto Campobello di Mazara è  uno dei 250 comuni  (selezionati da Legambiente su 483 definiti "centri balneari" dal Touring Club) che uniscono - si legge nella guida - un'offerta turistica di qualità ad un buono stato di conservazione dell'ambiente marino costiero. Le località di  Tre Fontane e di Torretta Granitola  (per la precisione Cala dei Turchi) hanno ottenuto una " VELA " il simbolo con il quale vengono indicati la qualità dei servizi turistici, la qualità ambientale del territorio e la balneabilità delle acque.

 

TRE FONTANE è la seconda località di Campobello di Mazara . Vi si può arrivare percorrendo un ampia strada asfaltata, ottimamente curata dall'Amministrazione Provinciale. 

Piazza Favoroso

UN'AMENA LOCALITA' BALNEARE 

Sita a otto Km dalla città di Campobello di Mazara, della zona costiera di Tre Fontane si fa menzione nei documenti più antichi dell'Archivio Storico Diocesano per la presenza in essa di una torre di avvistamento in difesa antiturca e di una tonnara detta di " Tre Fontane" dalla quale il Vescovo di Mazara percepiva la relativa decima. Era stato il Conte Ruggero D'Altavilla, nell'istituire la Diocesi nel 1903, ad assegnare al Vescovo le decime su tutte le tonnare e i porti della circoscrizione territoriale :"cum omnibus decimis amnium quorumcumque fuerint" e il re Ruggero nel 1144 rinnovando il privilegio al Vescovo di Mazara scrive:"...in perpetuum decimas omnium portuum et tymnariarum tue dioecesis".  La tonnara di Tre Fontane, come attesta il regio visitatore De Ciocchis, versava ogni anno al vescovo onze 82. Il Duca di Campobello, don Giuseppe di Napoli, nel secolo XVII vi aveva fatto costruire una chiesa, dedicata alla "Gran Signora di Tre Fontane", per assicurare con una certa periodicità la celebrazione della Messa e la catechesi ai pescatori e ai contadini ivi residenti. La zona ,detta comunemente Tre Fontane, prende nome d'alcune venature di acqua, che sgorgano naturalmente e defluiscono in mare. "non saprei indovinare, scrive il Massa, perché si dicono tre, mentre assai più zampilli ivi si vedono; la condizione della cennata spiaggia é tale, che cavandosi sulla rena, schizzano presto fuori rivoli di acqua perfetta; sono poi queste acque si copiose, che può provvedersene un'armata. I Saraceni chiamarono la località " fontes Abbas". In questa zona così ricca di acque, annota il Camilliani, venne costruita la Torre di Tre Fontane attorno all'anno 1585; torre di avvistamento per la difesa degli abitanti dalle continue incursioni piratesche. Era stato il viceré Marco Antonio Colonna nell'anno 1579 a dare l'incarico all'ing. Tiburzio Spanocchi di redigere un progetto per la difesa di tutta la costa siciliana. Questi aveva proposto la realizzazione di 123 torri, da aggiungere alle 62 torri costiere già esistenti. In caso di incursione i torrari dovevavno suonare "la brogna",(specie di conchiglia funzionante da strumento acustico per avvisare i lontani) e con fumo e fuochi avvisare i custodi delle torri vicine o gli abitanti dell'entroterra perché venisse organizzata tempestivamente la difesa.

 

 

 

Torre ristrutturata

Lungomare est

Torre prima della ristrutturazione

 

Nel libro rosso della città di Mazara, scrive Mario Tumbiolo, foglio 144, é registrata una una provvisione viceregia, dove sono dati i servizi per la costruzione e manutenzione delle torri sul litorale mazarese:" A Capu Feto corrispondente a lo castello di Mazara si fa la guardia: la paga lo Episcopo di Mazara. A lo castello di Mazara corrispondenti cu la turri di Granituli si fa la guardia: la paga lo castellano di Mazara. A la turri di Granituli corrispondenti a Tri Funtani si fa la guardia: la paga la chita di Mazara. A Tri Funtani corrispondenti cu la turri di xacca si fa la guardia: la paga lu baruni di perrybaida". Le razzie operate dai turchi avvenivano con una certa frequenza nei secoli XVII e XVIII, anche se l'attività corsara ebbe momenti più o meno intensi. Il bottino pregiato di tali scorrerie era costituito dagli schiavi (uomini, donne e bambini), il cui riscatto costituiva fonti di ricchezza. Talvolta erano gli stessi corsari a sollecitare i riscatti dei prigionieri raccolti nelle reggenze di Tunisi, Algeri e Tripoli. Per reclutare le ingenti somme necessarie venne istituita a Palermo l'arciconfraternita della Redenzione dei Cattivi, mentre a Trapani nel 1700 sorse una organizzazione a base mutualistica tra i marinai per garantirsi il riscatto in caso fosseri caduti schiavi. Tra i fedeli si faceva a gara ogni anno per raccogliere il denaro per il riscatto degli schiavi e il contributo offerto in quegli anni dal Vescovo di Mazara, Mons. Ugo Papè, assommò ad oltre 1258 once, in cifra assoluta, il più cospicuo dopo quello del re Ferdinando III. E' rimasta nel patrimonio dialettale l'espressione: " Mi sentu pigghiatu di li turchi", ad indicare un improvviso capovolgimento in fatti del tutto sconosciuti, mentre nella vicina Mazara un'antica filastrocca ripeteva:" All'armi, all'armi, la campana sona li turchi sunnu iunti a la marina! Cu avi scarpi rutti si li sola Chi iè mi li solavu stamatina". Per quanto riguarda specificatamente la Torredi Tra Fontane, la muratura è costituita di pietra tufacea grezza, con spigoli squadrati, priva d'intonaco. La torre possedeva a settentrione, un bel portale in tufo lavorato a rincassi susseguenti e , ad occidente, una finestra. La volta era impostata su un tamburo a sezione ellittica con contropareti. Tre soldati montavano di guardia giorno e notte, dei quali il primo rivestiva il grado di caporale con il compito di annotare in un diario i segnali d'avviso, i natanti in transito e quanto si svolgeva nel tratto di mare di competenza; il secondo era un artigliere e il terzo soldato semplice. La torre costituisce oggi la principale attrattiva turistica di Tra Fontane, zona balneare incantevole per la sua sabbia e per il mare che rispecchia il cielo sereno e dalle acque sempre pulite ed incontaminate. Il fondo marini sabbioso, privo di pietre ed insidie, dolcemente degrada verso il largo, mentre l'intero lido é costituito da un'arenile che si estende per una decina di Km sino a congiungersi, ad oriente, con il lido Triscina (Castelvetrano) e, ad occidente, con il lido di Torretta Granitola. In questa mirabile ed amplissima distesa di sabbia, dal colore biondo oro, cresce spontaneamente e con folta vegetazione il "giglio di S. Pancrazio", che nei mesi estivi inonda con il suo particolare profumo la distesa località balneare e ne caratterizza la zona unitamente al meraviglioso verde delle dune naturali ricoperte di un tipo di vegetazione grassa che in gergo è denominata "Barba di Monaco". Numerose sono, oggi , i villini disseminati nella zona, che danno gusto e bellezza a questa stazione balneare fortemente popolata da maggio a settembre con punte di presenze superiori ai 60.000 abitanti per poi scendere nel periodo invernale alle mille unità circa di cittadini residenti

foto sopra (Parco acquatico Acquasplash)

Via  B. Passanante

lido Nettuno - lido Gazebo

                             centro storico

 

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