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La Storia

La Storia

Secoli di storia, paesaggi di rara bellezza e il parco archeologico delle Cave di Cusa, un sito unico al mondo per le sue peculiarità, fanno di Campobello di Mazara una città accogliente per turisti e visitatori. Sorgendo in pianura a 100 metri sul livello del mare, Campobello è anche una cittadina a vocazione prevalente agricola che vanta estesi campi coltivati a ulivi secolari a cui si affiancano vitigni, agrumeti e mandorleti. Grazie alla rete di strade e autostrade in cui è inserita e grazie all’ottima posizione geografica, nella parte meridionale della Valle del Belìce, Campobello si trova inoltre a pochi chilometri dai principali poli turistici della zona e a circa un’ora d’auto dal capoluogo siciliano.

Le frazioni balneari di Torretta Granitola e Tre Fontane, poste lungo il litorale del mar Mediterraneo, in quel tratto in cui la costa, rocciosa e frastagliata, degrada dolcemente verso spiagge larghe e sabbiose, sono ideali per famiglie con bambini e per chi adora prendere comodamente il sole lontano dal tran tran della vita quotidiana. La località di Pozzitello, meglio conosciuta come Puzziteddu, è invece indicata per i turisti più avventurosi, per gli amanti delle spiagge selvagge e degli sport acquatici.

Il sito archeologico di Cave di Cusa Cusa è una singolare testimonianza della civiltà greco-megalese del VII secolo a.C.. Le antiche cave di pietra calcarenitica, distanti circa x km dall’attuale centro urbano di Campobello, vennero utilizzate per la costruzione dei templi selinuntini e attualmente offrono ai visitatori la possibilità di ammirare un paesaggio di rara bellezza.

Cave di Cusa


Nel verde dei campi, in quella che si presenta tuttora come una cava a cielo aperto, spiccano enormi blocchi di pietra già estratti dalla roccia e intagliati, pronti per diventare parti di colonne e architravi. I rocchi abbandonati lasciano immaginare il duro lavoro di estrazione che, secoli fa, impegnava artigiani e schiavi e che sembra debba riprendere da un momento all’altro. La particolarità di questo sito archeologico è legata infatti alla curiosa sensazione che il luogo, sospeso nel tempo, trasmette al visitatore. Potente e suggestivo, il sito archeologico delle Cave di Cusa, che insieme al sito di Selinunte fa parte del più grande parco archeologico d’Europa, è suggestivo e  potente, in grado di trasmettere forti emozioni ai visitatori.

Le origini

Il nome Campobello deriva dal latino campus belli, “campo di battaglia”, in quanto la pianura sulla quale si estende la cittadina fu teatro di scontri tra le due città rivali di Segesta e Selinunte, prima che quest’ultima venisse distrutta da Annibale nel 409 a.C.. In seguito all’affermarsi della lingua volgare, il nome latino fu cambiato in Campobello, a cui successivamente, per evitare omonimie, venne aggiunto “di Mazara” per l’appartenenza al circondario di Mazara del Vallo.

Sebbene un primo nucleo abitativo costituito da braccianti e tagliatori di pietra esistesse già ai tempi dello splendore della vicina Selinunte, dopo la distruzione della colonia greca e un periodo di generale decadenza del possedimento in mano ai Romani, il territorio registrò una ripresa e una fioritura in tutti i campi durante l’occupazione bizantina e araba. La storia di Campobello di Mazara come centro abitato riparte, però, nel 1621, quando Giuseppe di Napoli, discendente della nobile famiglia partenopea dei Caracciolo, ottenne da Filippo VI di Spagna la licentia populandi novam civitatem. La concessione dei territori demaniali per la costruzione di nuclei abitativi permise a Giuseppe di Napoli di edificare, vicino al proprio Castello Feudale, due lunghe file di case coloniche, presumibilmente 95 per 234 abitanti, sormontate dal suo stemma e corrispondenti alle attuali via Garibaldi e Viale Risorgimento.

Nel corso dei secoli, Campobello fu crocevia di dominazioni; Romani, Bizantini, Arabi, Francesi e Spagnoli si susseguirono, lasciando tracce tangibili del proprio passaggio nelle tradizioni e nella gastronomia.

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