Torretta Granitola

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Notizie e galleria fotografica

 

STABILIMENTI BALNEARI - ATTIVITA' E SERVIZI COMMERCIALI

La spiaggia di Torretta Granitola e stata inserita nella "Guida Blu 2004" redatta da Legambiente e dal Touring Club Italiano. Pertanto Campobello di Mazara è  uno dei 250 comuni  (selezionati da Legambiente su 483 definiti "centri balneari" dal Touring Club) che uniscono - si legge nella guida - un'offerta turistica di qualità ad un buono stato di conservazione dell'ambiente marino costiero. Le località di Tre Fontane e di Torretta Granitola (per la precisione Cala dei Turchi) hanno ottenuto una " VELA " il simbolo con il quale vengono indicati la qualità dei servizi turistici, la qualità ambientale del territorio e la balneabilità delle acque.

Via Duca degli Abruzzi

Nell'agro del comune oltre al centro cittadino vi sono due località rivierasche, Torretta Granitola e Tre Fontane. La località di Torretta Granitola, chiamata dagli Arabi ras-el-belat, con il suo caratteristico porto naturale, fu proprietà del del principe Diego Aragona Cortez, e appartenuta all'ex feudo Campana . Si estende su una ridente scogliera a sud-ovest di Campobello di Mazara, da cui dista 12 Km circa.

Foto d'epoca (1955)

Le prime case furono costruite nel 1857 per la lavorazione del pesce, che veniva pescato in abbondanza. Torretta divenne ben presto un centro di pesca e conservazione sotto sale molto importante in quei tempi, tanto che da maggio ad ottobre era popolata da almeno mille persone, tra villeggianti, pescatori e negozianti. Dopo la seconda guerra mondiale Attilio Amodeo da Trapani vi costruì un importante stabilimento per la lavorazione del tonno pescato. L'impianto funzionò per diversi anni , ma poi la lavorazione fu sospesa, perché commercialmente conveniva vendere i tonni ancora freschi.

Uno degli approdi a Torretta Granitola

Oggi la frazione di Torretta Granitola è un ricercato luogo di villeggiatura , con case moderne e comode e strade asfaltate, di telefono pubblico , di ufficio postale, tre bar e un ristorante , oltre ad alcuni esercizi per la vendita di generi alimentari e di una rivendita per tabacchi.

Attualmente nei mesi estivi la località richiama la presenza di circa 5.000 presenze, in cerca di riposo e di mare cristallino. Al momento sono in corso i lavori di restauro e trasformazione degli edifici della vecchia tonnara da tempo acquisita ai beni demaniali della Regione Siciliana. Lo scopo che si intende perseguire con la ristrutturazione è quello di realizzare un punto di approdo attrezzato, ampliando il piccolo porto esistente e trasformando gli antichi magazzini in comodi alberghi, ristoranti e negozi .

 

Il faro di Capo Granitola

Alla distanza di circa un chilometro dal centro abitato, su un capo roccioso chiamato Capo Granitola o Capo Sorello, si erge il faro. La costruzione fu ultimata nel 1862, anno in cui iniziò a funzionare. 

A poca distanza dal faro di Capo Granitola, si erge un grande complesso alberghiero denominato Kartibubbo Village, che permette l'alloggio a circa tremila persone. Il complesso si compone di alcuni corpi di fabbrica adibiti a multiproprietà , e di alcune villette a schiera utilizzate per il periodo estivo. Attualmente l'intera zona è oggetto di attenzione da parte di noti tour operator.

 

 

 

Golfo e veduta dell'antica tonnara

PER SAPERNE DI PIU'

LE TORRI - NOTIZIE STORICHE

Nel 1394 inviata dall'Aragona una armata navale, guidata da Pietro Masa de Liza, in soccorso del Re Martino per sottomettere le città ribelli della Sicilia occidentale, consentì la fuga da parte degli abitanti dell'isola. Successivamente per ovviare a questo notevole inconveniente la politica reale favorì la ripopolazione delle città con stanziamento di somme per ripararne e costruirne le mura contro le minacce dei pirati barbareschi, impostando lungo la costa un sistema di avvistamento mediante torri di guardia. Nel secolo sedicesimo , per iniziativa del vice re Giovanni De Vega, tale sistema viene reso efficiente con la consulenza di famosi ingegneri militari. Nel nostro territorio le tre torri, Sorello, Torretta Granitola e Tre Fontane che facevano parte di questo sistema erano collegate tra loro con quella intermedia detta Casotto della guardia (foto a destra)e con il Castellaccio e con le torri di Mazara e di Sciacca. 

 

Avevano la funzione di segnalare la presenza di navi sospette mediante segnali di fuoco e di fumo. Tale sistema era integrato da un avvistamento mobile affidato ai "Cavallari", guardiani a cavallo, che percorrevano continuamente il litorale. In primavera ed in estate quando il pericolo si faceva maggiore, i cavallari venivano portati da due a quattro. Interessanti relazioni sul territorio hanno lasciato Tiburzio Spanocchi che venne in Sicilia prima del 1578 e Camillo Camilliani che segnalava nei luoghi ove era opportuno o necessario costruire nuove torri. Notevoli sono le piante e i disegni del manoscritto dello Spanocchi, conservato nella Biblioteca di Madrid e lo sono certamente anche quelli del Camilliani recentemente ritrovati nell'archivio di Stato di Torino. In particolare due di queste torri caratterizzano e danno il nome alla zona: Torretta-Granitola, dai saraceni detta "Al Balat", mentre dall'umanista G.G. Adria " Granitolis". la prima torre, detta anche "Torretta di Mazara " venne costruita con pietre tufacee informi e risulta a forma cilindrica, supportata da un basamento a forma di cono. E' pavimentata in cotto, mentre una scala esterna in muratura immette al piano. La seconda, vicinissima al mare, è detta "Sorello", dal nome del promontorio "Saurello" oggi detto Granitola, e tramandata con il nome di "antico faro". E' una costruzione snella, a forma di tronco di cono con la volta a botte anulare.

 

La terrazza superiore presenta quattro tagli simmetrici a parapetto per l'impiego dell'artiglieria leggera. La torre ancora oggi é in ottima conservazione. I pionieri che si insediarono nella zona , attratti dall'abbondanza del pesce e dalle magnifiche insenature create dal mare , furono Salvatore e Filippo Di Benedetto , che crearono magazzini per il salato del pesce.L'esempio fu seguito da diverse altre famiglie. In quegli stessi anni, a circa un chilometro dal caseggiato, si lavorava per erigere il Faro militare di Capo Granitola. Una torre alta 38 metri sul livello del mare, sulla quale si accede con una scala a chiocciola  di 153 gradini. I lavori iniziati nel 1855 vennero completati dopo sette anni, nel 1862. Il faro é guida  e richiamo per le imbarcazioni di transito; i suoi segnali luminosi sono visibili fino a 23 miglia marine. L'intera zona già d'allora apparve destinata a grande sviluppo ittico. Venne costruita , ad opera del barone Adragna di Trapani, una tonnara chiamata "Tonnare Tre Fontane", a ricordo dell'antica tonnara sita nella vicina costa, a soli pochi chilometri di distanza. Nell'immediato dopoguerra questa tonnara pasò ad Attilio Amodeo di Trapani, che vi costruì accanto uno stabilimento ittico per la lavorazione e commercializzazione del tonno pescato, attività in vero, molto valida che assicurò per alcuni decenni lavoro a diverse famiglie.

 

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